Sensibilità al Nichel e all’Istamina: quando alimentarsi diventa una sfida

Nel mio studio, incontro spesso persone che raccontano disturbi difficili da decifrare: gonfiore che non passa, digestione lenta, eruzioni cutanee, mal di testa ricorrenti.
Chi ne soffre ha spesso l’impressione di mangiare “bene”, eppure continua a stare male. In molti casi, la causa non è un’intolleranza classica, ma una combinazione meno nota e più subdola: la sensibilità al nichel e l’accumulo di istamina.

Sensibilità al nichel e istamina: cosa sono e come si manifestano

Il nichel è un metallo presente in natura, spesso contenuto in legumi, pomodori, cacao, cereali integrali, frutta secca.
L’istamina, invece, è una sostanza che il nostro organismo produce naturalmente, ma che è presente anche in alimenti fermentati, stagionati, alcolici e crostacei.

Quando il corpo fatica a gestire queste due sostanze, il risultato può essere un’infiammazione sistemica e una sintomatologia complessa, spesso sottovalutata o non riconosciuta.

Sintomi della sensibilità nichel e istamina

Se convivi con sintomi come:

  • Gonfiore addominale anche a digiuno
  • Mal di testa dopo pasti con cioccolato, vino o formaggi
  • Orticaria, prurito cutaneo o arrossamenti
  • Nausea o digestione lenta
  • Sensazione di stanchezza dopo mangiato

potresti essere di fronte a una reattività alimentare combinata. Non è sempre semplice da diagnosticare, ma esistono strategie mirate per gestirla.

Quando nichel e istamina si sommano, l’organismo si sovraccarica

Le due condizioni spesso si intrecciano. Il nichel, essendo presente ovunque, può infiammare l’intestino, riducendo la produzione dell’enzima DAO, deputato alla degradazione dell’istamina.
Il risultato? Un accumulo silenzioso, che amplifica l’infiammazione sistemica e rende la digestione sempre più difficoltosa.

Alimenti da evitare con sensibilità a nichel e istamina

Una dieta completamente priva di nichel o istamina è poco realistica. Il mio approccio si basa su un piano personalizzato, calibrato sulle reazioni individuali e sulle abitudini di vita.

Alcuni alimenti da monitorare:

  • Nichel: legumi, cacao, spinaci, pomodori, cereali integrali, frutta secca
  • Istamina: formaggi stagionati, salumi, vino rosso, aceto, crostacei, cibi fermentati

Anche la modalità di conservazione e cottura influenza la tolleranza: il pesce conservato, ad esempio, ha un carico istaminico molto superiore rispetto al fresco.

Un percorso su misura: il mio approccio nutrizionale

Quando affronto casi come questi, non propongo protocolli standardizzati. Ogni persona ha una soglia diversa e reazioni differenti.
Parto sempre da un’anamnesi dettagliata, indago lo stato intestinale e, se necessario, integro con fitoterapici, probiotici e enzimi specifici che aiutano a ridurre il carico infiammatorio e migliorare la tolleranza alimentare.

L’obiettivo non è solo “togliere sintomi”, ma ricostruire un equilibrio intestinale profondo, che duri nel tempo.

Non sei sola: possiamo affrontarlo insieme

Se da tempo senti che qualcosa nel tuo corpo “non va”, ma nessuno riesce a darti risposte, non ignorare quei segnali.
La sensibilità a nichel e istamina può essere affrontata con un piano nutrizionale dedicato, senza privazioni inutili, ma con consapevolezza, gradualità e precisione.

Prenota una consulenza: lavoreremo insieme per capire le cause dei tuoi disturbi e costruire un piano alimentare che ti faccia tornare a stare bene. Con equilibrio, fiducia e ascolto.

Dott.ssa Tiziana Pappalardo – Biologa Nutrizionista a Monza

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