L’estate, con la sua luce intensa, ci invita a scoprirci, a godere del sole e dei suoi benefici. Eppure, per molte delle mie pazienti, questo momento dell’anno è accompagnato da un desiderio che sembra semplice, ma che spesso nasconde delle insidie: abbronzarsi bene, senza rovinare la pelle.
Sì, perché una pelle dorata e luminosa non è il frutto solo di qualche giornata al mare, ma il risultato di una cura che parte da dentro. Da nutrizionista, so bene quanto l’alimentazione e alcuni micronutrienti specifici possano fare la differenza nel modulare la risposta della pelle al sole.
Il sole non è nemico. Ma va “educato”
Esporsi al sole non è sbagliato, anzi: se fatto con equilibrio, aiuta a sintetizzare vitamina D, regolarizza l’umore e migliora persino alcuni aspetti del metabolismo.
Ma una pelle non preparata può reagire con arrossamenti, secchezza, macchie, e in alcuni casi con vere e proprie infiammazioni. È qui che entrano in gioco i nutrienti fotoprotettivi e pigmentanti.
Il mio approccio per una pelle sana e abbronzata
Quando inizio un percorso pre-estivo con le pazienti, punto prima di tutto a rafforzare la pelle dall’interno. Lo faccio con alimenti e, solo se necessario, con integrazione, privilegiando composti naturali.
Ad esempio, la vitamina C, di cui sono ricchi kiwi, fragole e agrumi, ha un ruolo fondamentale: protegge il collagene, mantiene l’elasticità cutanea e aiuta a ridurre i danni da raggi UV. È un antiossidante potentissimo e agisce in sinergia con altri micronutrienti.
Tra questi, la vitamina A e i suoi precursori, come il beta-carotene, sono fondamentali per la salute della pelle: migliorano la qualità dell’abbronzatura, la rendono più uniforme e riducono il rischio di scottature. Non è un caso che consiglio spesso carote, albicocche, melone, zucca e verdure a foglia verde in questo periodo dell’anno.
Poi c’è il retinolo, derivato attivo della vitamina A, che se utilizzato in forma topica con attenzione, aiuta a migliorare il ricambio cellulare e dona un aspetto più levigato alla pelle. Ma attenzione: il retinolo non si usa mai prima di esporsi al sole. Lo si riserva alla sera, in piccole dosi, e solo se ben tollerato.
Una routine che si costruisce con piccoli gesti
Non parlo di miracoli o di “pillole per abbronzarsi”, ma di una strategia fatta di costanza: idratazione regolare, pasti ricchi di colore e freschezza, attenzione ai segnali del corpo.
Spesso suggerisco alle mie pazienti di iniziare la giornata con un frullato ricco di pigmenti naturali: carota, mango, limone, magari con un pizzico di curcuma. Oppure di sostituire lo spuntino del pomeriggio con una macedonia di albicocche, pesca e semi oleosi.
Anche l’acqua è fondamentale: la pelle ben idratata non solo resiste meglio all’esposizione solare, ma mantiene l’abbronzatura più a lungo.
Integrare sì, ma con criterio
Solo dopo aver valutato la dieta e lo stile di vita, introduco eventualmente un’integrazione mirata. Preferisco sempre approcci dolci, senza eccessi: una vitamina C ben dosata, un mix naturale di carotenoidi, tè verde o resveratrolo in caso di pelle molto sensibile o soggetta a discromie.
Una pelle sana si costruisce tutto l’anno
La verità è che l’abbronzatura migliore è quella che arriva in modo naturale, senza stressare l’organismo. Non è una gara al colore più intenso, ma il risultato di un corpo in equilibrio, nutrito e ascoltato.
Se vuoi preparare la tua pelle con intelligenza, senza improvvisare o rincorrere rimedi last-minute, possiamo lavorarci insieme. Ti aiuterò a capire quali nutrienti possono sostenere il tuo benessere, come strutturare l’alimentazione in questo periodo e se può esserti utile un supporto personalizzato.
Tiziana Pappalardo – Biologa Nutrizionista a Monza


